È un periodo straordinariamente ricco della storia della musica europea quello compreso tra il Settecento e quella parte di secolo che va sotto il nome di Classicismo. È un’epoca di profonde trasformazioni culturali e artistiche, durante la quale il linguaggio musicale evolve progressivamente dal gusto barocco verso la chiarezza del Classicismo, fino ad affacciarsi alle nuove sensibilità. Il Settecento rappresenta il secolo dell’equilibrio, dell’eleganza e della ricerca della naturalezza espressiva. La musica abbandona gradualmente la complessità del linguaggio barocco per privilegiare forme lineari, melodie cantabili e un rapporto più diretto con l’ascoltatore.
In questo contesto si sviluppano generi destinati a segnare profondamente la storia della musica occidentale: il quartetto d’archi, la sinfonia e l’opera buffa. L’opera italiana vive una stagione di straordinario successo: i teatri diventano luoghi centrali della vita sociale e culturale, mentre i compositori affinano un linguaggio capace di raccontare passioni, sentimenti e caratteri umani con immediatezza e vivacità.
Accanto alla dimensione teatrale, la musica strumentale conquista progressivamente una propria autonomia artistica, diventando uno spazio privilegiato di sperimentazione e dialogo tra gli strumenti. Il Classicismo raggiunge la sua piena maturità nella seconda metà del XVIII secolo, quando la ricerca dell’equilibrio formale si unisce a una crescente profondità espressiva. Il quartetto d’archi, in particolare, diventa il laboratorio ideale per esplorare nuove possibilità: quattro strumenti dialogano tra loro con pari dignità, dando vita a una conversazione raffinata e ricca di sfumature.
Le pagine proposte testimoniano un periodo di straordinaria vitalità creativa, nel quale convivono tradizione e innovazione, eleganza e passione, teatralità e ricerca strumentale: un percorso che attraversa diverse scuole nazionali e differenti linguaggi, ma che trova nella qualità dell’invenzione musicale e nella centralità dell’espressione umana il suo comune denominatore.
Programma:
Luigi Boccherini (1743-1805)
Le campane de l’Ave Maria, Il Rosario, Los Manolos,
da La Musica notturna delle strade di Madrid, Op. 30, No. 6
Baldassare Galuppi (1706-1785)
Se volete far l’amore, aria da La conversazione;
La maniera a me non piace, aria da Li tre amanti ridicoli
Franz Joseph Haydn (1732-1809)
Quinten: Allegro, dal Quartetto Op. 76
Baldassare Galuppi
Bella cosa è far l’amore,
aria da La calamita de’ cuori
Ludwig van Beethoven
Allegro ma non tanto,
dal Quartetto Op. 18 n. 4
Georg Friedrich Händel (1685-1759)
Cantata: Dolce bocca, labbra amate, HWV 123 Recitativo, Aria
Stanisław Moniuszko (1819-1872)
Scherzo, dal Quartetto n. 1
Georg Friedrich Händel
Tutto può donna vezzosa, aria da Giulio Cesare
Carolina Lippo, soprano
IL GIARDINO D’AMORE
Stefan Plewniak, violino I e direzione
Ludmila Piestrak, violino II
Wojtek Witek, viola
Katarzyna Cichon, violoncello
Lukas Madej, contrabbasso
Conduce: Antonio Celeste


