TWENTY, THIRTY & FORTY FINGERS | Domenica 4 Ottobre 2025

I concerti per clavicembalo di Johann Sebastian Bach rappresentano uno dei vertici assoluti della musica strumentale del Barocco. Composti in gran parte durante gli anni di Lipsia (dal 1723 in poi), questi concerti riflettono non solo la maestria contrappuntistica e l’invenzione melodica, ma anche il contesto vivace e sperimentale dell’ensemble del Collegium Musicum, che Bach diresse dal 1729. Si trattava di un gruppo di musicisti professionisti e dilettanti che si esibiva regolarmente in ambienti pubblici come il caffè Zimmermann, segnando una delle prime forme di concerti aperti alla borghesia. I concerti per due, tre e quattro clavicembali sono trascrizioni e rielaborazioni – talvolta profonde – di concerti preesistenti per strumenti solisti, in molti casi di Antonio Vivaldi, compositore che Bach ammirava e studiava attentamente. L’intento era duplice: da un lato offrire una forma di spettacolo didattico e brillante per gli allievi e i colleghi della scuola di Lipsia, dall’altro esplorare nuove possibilità timbriche e dialogiche tra le tastiere, che diventano protagoniste in un dialogo serrato con l’ensemble d’archi. Nel Concerto in do minore BWV 1060, tra i più celebri del ciclo, il dialogo tra i due clavicembali richiama un originale (oggi perduto) per oboe e violino. L’equilibrio tra intensità drammatica e lirismo cantabile ne fa un esempio perfetto dello stile concertante di Bach. Il Concerto in re minore BWV 1063 per tre clavicembali porta al massimo grado il gioco delle imitazioni, dei contrappunti incrociati e delle sfumature timbriche. Il movimento centrale, Alla siciliana, rappresenta un momento di grande espressività e sospensione lirica. Con il Concerto in do maggiore BWV 1061, l’unico concepito da Bach direttamente per due clavicembali senza un modello preesistente, si entra in un mondo ricco di densità contrappuntistica. L’assenza dell’orchestra nel primo movimento nella versione originale (poi completata con archi) sottolinea il carattere quasi cameristico e la raffinata architettura interna dell’opera. Il programma culmina con il celebre Concerto in la minore BWV 1065, travolgente trascrizione del Concerto per quattro violini in si minore RV 580 di Antonio Vivaldi (da L’Estro Armonico). Bach trasforma l’opera originale in una sontuosa e potente sinfonia per tastiere, conservando la vitalità ritmica e la chiarezza formale dell’originale, ma aggiungendovi una densità armonica e una complessità polifonica tutta tedesca. Questi concerti, pur nascendo in un contesto didattico e sperimentale, sono oggi eseguiti e amati nei più grandi palcoscenici del mondo per la loro ricchezza musicale e per la spettacolarità della scrittura tastieristica, che mette in luce l’arte suprema di Bach nel fondere intelletto, emozione e virtuosismo

Brindisi, domenica 4 ottobre, ore 20.30
Foyer Teatro Verdi
TWENTY, THIRTY & FORTY FINGERS
I concerti per 2, 3 & 4 cembali di
Johann Sebastian Bach


Johann Sebastian Bach (1685 – 1750)
Concerto in Do min. per due clavicembali e Archi BWV 1060
Allegro, Adagio, Allegro
Anna Clemente I cembalo e concertazione
Giacomo Benedetti II cembalo

Antonio Vivaldi (1678 – 1741)
Concerto per archi, bc. in Re min. RV 129
Adagio, Allegro, Adagio, Allegro moderato
Stefano Molardi direzione al cembalo

Johann Sebastian Bach
Concerto in Re min. per tre clavicembali e Archi BWV 1063
(Allegro), Alla siciliana, Allegro
Giacomo Benedetti I cembalo e concertazione
Stefano Molardi II cembalo
Anna Clemente III cembalo

Antonio Vivaldi
Concerto per archi in La magg., RV 159
Allegro, Adagio, Allegro
Cosimo Prontera direzione al cembalo

Johann Sebastian Bach
Concerto in Do magg. per due clavicembali e archi BWV 1061
(Allegro), Adagio ovvero Largo, Fuga
Stefano Molardi I cembalo e concertazione
Cosimo Prontera II cembalo

Johann Sebastian Bach
Concerto in La min. per quattro clavicembali e archi BWV 1065
Allegro, Largo, Allegro
Cosimo Prontera I cembalo e concertazione
Anna Clemente II cembalo
Giacomo Benedetti III cembalo
Stefano Molardi IV cembalo


L’ENSEMBLE BAROQUE LUMINA
Giacomo Benedetti, Anna Clemente
Stefano Molardi, Cosimo Prontera clavicembali
Patrizio Focardi violino primo
Heilke Wulff violino secondo
Hildegarde Kuen viola
Giacomo Petrucci violoncello
Francesco Tomei violone