Il programma che presentiamo si propone come un itinerario attraverso alcuni nodi cruciali dell’evoluzione del linguaggio musicale tra la seconda metà del Cinquecento e la metà del Seicento, tracciando un percorso ideale tra due poli culturali dell’Europa moderna:
Napoli e Londra.
In questa prospettiva, “Passaggi da Napoli a Londra” va inteso in senso plurivalente: come attraversamento geografico e culturale, ma anche come richiamo al concetto di passaggio nel senso tecnico-retorico che assume nella trattatistica coeva, ovvero come elemento ornamentale, modulante, cangiante. Il repertorio si colloca in un periodo di profonda trasformazione estetica: il passaggio dalla prassi contrappuntistica rinascimentale a un linguaggio affettivo, basato sul principio della seconda prattica e sull’evidenza del testo musicale. La nascita del “stile moderno”, teorizzato a Venezia da Claudio Monteverdi e sviluppato da autori come Dario Castello e Biagio Marini, trova a Napoli un fertile terreno di elaborazione: la città, snodo cruciale per i flussi iberici e italiani, elabora un gusto musicale eclettico e fortemente idiomatico. Andrea Falconieri, protagonista ricorrente del programma, sintetizza bene questo clima: attivo tra Napoli, Parma e la Spagna, mostra nella sua produzione – in particolare nelle danze e sinfonie del Primo Libro di Canzoni, Sinfonie, Fantasie (1650) – una scrittura densa di ornamentazioni, uso sistematico del basso continuo, attenzione alla varietà ritmica e a una libertà formale che anticipa la sonata a tre post-corelliana. Le sue correnti, gagliarde, e sinfonie offrono esempi paradigmatici di prassi esecutive italiane in cui si fondono stilizzazione cortigiana e pulsioni coreutiche di matrice popolare. In parallelo, la produzione inglese dell’epoca segue uno sviluppo autonomo, ma non impermeabile agli influssi continentali. I madrigali di Morley e Byrd, seppur formalmente radicati nella polifonia tardo-rinascimentale, rivelano un interesse crescente per il trattamento affettivo del testo, anticipando la sensibilità barocca. L’inclusione di brani tratti da The Schoole of Musicke (1603) di Thomas Robinson è particolarmente rilevante per comprendere il ruolo della liuteria, della didattica e della prassi ornamentale nella cultura musicale inglese tardo-cinque-secentesca. La presenza di Henry Purcell introduce infine un’ulteriore fase di sviluppo: la codificazione della suite inglese, influenzata dalla danza francese e italiana, ma trasfigurata attraverso una scrittura armonicamente audace e formalmente flessibile. Le danze tratte da The Fairy Queen (1692) mostrano una sensibilità scenica e affettiva tipica del tardo Seicento inglese, nel pieno della transizione verso il barocco pienamente maturo. A completare il quadro, l’inserzione di brani improvvisati (Canario, Fortune) e composizioni vocali di area italiana come la Villanella di Innocentio Dammonis, testimonia la continua osmosi tra pratica colta e repertorio popolare, tra oralità e scrittura, tra funzione sociale e sperimentazione estetica. Questo programma non offre dunque una semplice antologia, ma una riflessione dinamica su come, tra la dissoluzione della polifonia rinascimentale e l’affermazione delle forme barocche, si configuri un linguaggio musicale europeo mobile, reticolare, interconnesso, nel quale le categorie moderne di centro e periferia risultano spesso inadeguate a restituire la complessità dei fenomeni storici.
San Vito dei N.nni – 14 settembre 2025, ore 21.00
Castello Dentice di Frasso
PASSAGGI NAPOLETANI e LONDINESI
Musica italiana ed inglese tra 500’ e 600’
Anonimo XVI Sec.
Pavana
Biagio Marini (1594–1663)
Orlandina
Sinfonia del terzo tuono da Affetti Musicali, Venetia 1617
Andrea Falconieri (1585/1586–1656)
El Melo
da Il primo libro di canzone, sinfonie, fantasie … 1650
Girolamo Frescobaldi (1583 – 1643)
Capriccio sopra la Pastorale
dal Primo libro di Toccate, 1637
Giovanni Antonio Pandolfi Mealli (1630-1670)
Sonata Op.4 No.1 La Bernabea
Thomas Morley (1557/1558–1602)
La Sirena
da Libro delle canzonette
William Byrd (c.1540-1623)
Though Amaryllis Dance in Green
Thomas Robinson (1560-1609)
Twenty ways upon a bell
da The Schoole of Musicke, 1603
Canario – (Improvvisazione)
Andrea Falconieri
La Monarca
La Cuella da In primo libro do Canzoni, Sinfonie, … Napoli 1650
Dario Castello (1602 – 1631)
Sonata seconda
da Sonate concertate in stil moderno, libro secondo
Fortune – (Improvvisazione)
Henry Purcell (1659–1695)
Suite di danze da “The Fairy Queen”
Andrea Falconieri
Corrente detta L’Avellina
da In primo libro do Canzoni, Sinfonie, … Napoli 1650
Innocentio Dammonis (?- dopo 1508)
O stella Matutina
da Villanelle, Balletti et altre musiche di varia sorte …
Andrea Falconieri
La Mota
da In primo libro do Canzoni, Sinfonie, … Napoli 1650
Ensemble LA MISTICANZA
Annachiara Mondin flauti
Davide Gazzato musette, liuto, flauti, percussioni
Marco Casonato viola da gamba
Gianluca Geremia tiorba, chitarra barocca

