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Il Barocco Festival intitolato a Leonardo
Leo nasce con la sua prima edizione nel 1997 con l'intento
di recuperare la memoria storica ed artistica del Maestro
compositore, nato a San Vito dei Normanni nel 1694.
Da allora la manifestazione è cresciuta
di anno in anno, richiamando a sé artisti ed ensemble
di livello internazionale ed un folto pubblico di appassionati.
Progettando la prima edizione del Barocco
Festival, scaramanticamente non indicammo quel numero primo
sulla brochure, Ebbene la sorte ci ha dato ragione.
Si trattava di convogliare nuovi entusiasmi, di rimodulare
stantie idee, ma soprattutto avevamo l’ingrato compito
di far intuire che si lavorava ad una nuova concezione,
ad un nuovo modo di progettare, basato sulla ricerca e su
un nuovo pensiero di proporre musica del passato avendo
un ampio e affascinante serbatoio repertoriale che per noi
significava, e significa, Leonardo Leo e la scuola musicale
che lo accolse.
Con l’insostituibile incoscienza giovanile, dura corazza
di fronte all’incredulitò dei maturi interlocutori,
si sottolineava l’enorme opportunità che possedevamo.
Era la nostra risposta al vorace modello della globalizzazione,
l’idea vincente sarebbe giunta promuovendo gli autoctoni
gioielli e Don Lionardo, come amorevolmente indica il Leo
il decano dei musicologi pugliesi Giuseppe Pastore, lo possedeva
solo la nostra terra.
L’ulteriore passo fu quello di creare opinione intorno
al repertorio leeano che per il meditato e profondo valore
artistico, mai volgare né sciatto, non ci aiutava
ad una facile divulgazione a vantaggio, forse, di un pubblico
più avvezzo e non da integrare.
Ma a rileggere le cronache settecentesche il pubblico e
i “signori” a quelle pagine gli tributarono
importanti attestazioni perché allora tanta reticenza
da parte nostra?
Abbiamo riproposto quel repertorio con gli atteggiamenti
giusti: strumenti d’epoca, voci adeguate, accordature
ed articolazioni musicali esatte in una parola si trattava
di applicare la filologia musicale. Ecco palesarsi nuove
sonorità ricche di fascino scevre da orpelli ed errate
concezioni; ora quelle pagine erano pronte per essere accolte
da un pubblico che con molta intelligenza e curiositò
sedeva ai concerti.
Questa tangibile curiosità ha fatto esibire con rinnovato
entusiasmo in un piccolo centro dell’entroterra salentino
musicisti del calibro di Rolf Lislevand, Errico Gatti, Guido
Morimi, Marco Bisley, Giovanni Acciai, Antonio Florio, Marcello
Gatti, Stefano Montanari, Gaetano Nasillo, Cristina Miatello,
Furio Zanasi, Pino De Vittorio Gemma Bertagnolli, Dan Laurin
e altri ancora, tutti personaggi che solcano i teatri di
tutto il mondo, riuscendo così a proporre nella nostra
terra, lontana anche geograficamente dalle solite rotte,
quelle esperienze internazionali a cui una direzione artistica
deve anelare.
La stessa sensibilità hanno proposto i musicologi
e storici musicali come Giovanni Carli Ballola, Dinko Fabris,
Piero Mioli, Roberto De Simone, Ralf Krause, il compianto
Francesco Degrada, Roberto Scoccimarro, Giovanni Tasso,
Maria Grazia Melucci per citarne alcuni, a loro va la nostra
totale gratitudine.
Le nostre sono state orecchie privilegiate da numerose prime
esecuzioni, rivesate su CD di importanti casa discografiche
Le auspicate sinergie tra enti pubblici e privati cominciano
a concretizzarsi e questo ci dà l’opportunità
di progettare quel festival di respiro europeo che tutti
auspichiamo.
L’attestazione dell’Alto Patronato della Presidenza
della Repubblica nel 2006 per poi giungere ad oggi, 2009,
alla medaglia come Premio di Rappresentanza del Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano ci ha inorgoglito: va
da se che ci pone di fronte ad alte responsabilità
a cui non ci sottrarremo.
Alcune immagini
delle edizioni precedenti:

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