Home Page Programma Saluti Patrocini Leonardo Leo Storia News Contatti

Venerdì 28 Agosto
San Vito dei Normanni, Chiostro dei Domenicani
ore 21.00
LA PAZZIA DEL BALLO
Il piacere della danza tra licenza e cortesia

LICITA SCIENTIA ENSEMBLE

in collaborazione con la
Scuola di Danza Antica della Giostra Cavalleresca di Sulmona

Maria Cristina Esposito, coreografie e testi

Olga Generalova, Daniel Lapenna, solisti

Alessandra Cotognini, Erika Croce, Lucrezia Daniele, Lorenza Di Girolamo, francesca Galasso, Federica Schiavo



immagini da: Il Ballerino ... Venezia 1581, Fabritio Caroso da Sermoneta

Ensemble “Licita Scienza”

“Ma solamente agli honesti & casti petti, e a chi essa (danza) come virtute & licita scienza la desidera & vuole adoperare, con humilissimo & cordiale affetto la racomando.” ( Guglielmo Ebreo da Pesaro, 1463)
Sorto nel 1994 per iniziativa di M.Cristina Esposito, l’Ensemble nasce dall’incontro di danzatori specializzati nello stile coreutico rinascimentale e barocco. Il repertorio del Gruppo attinge ai maggiori trattati di danza del Rinascimento italiano ed europeo; alle coreografie originali si affiancano inoltre apposite elaborazioni in stile commissionate per eventi musicali o teatrali. L’Ensemble ha partecipato, tra gli altri, al X Festival Internazionale di Mezza Estate di Tagliacozzo, al VI Festival Nazionale ‘Theate Musica Antiqua’, all’Eurofestival di Gradara, alla XI Settimana dei Beni Culturali e Ambientali di Napoli, agli Itinerari di Musica Antica di Città della Pieve, al Folkest Festival di Spilimbergo, alla Rassegna di Danza Urbana “Moving in the City” (Pescara). Collabora con varie formazioni di musica antica. Si avvale inoltre della collaborazione della Scuola di danza antica della Giostra Cavalleresca di Sulmona (Patrocinio Unicef).


Le foto della serata
 
 
 
             
 
 
 
             
 
 
 
             
 
 
 
 
Presentazione

La pazzia del ballo è il titolo di un libretto pubblicato nel 1549 il cui autore, il canonico Simone Zuccolo da Cologna, si scagliava contro la danza, da lui ritenuta manifestazione lasciva e cortigiana. L’invettiva si indirizzava particolarmente contro i nuovi balli del XVI secolo, spesso di origine popolare, nei quali il contatto tra dama e cavaliere – non più espresso dal solo sfiorarsi delle mani – portava ad accostare il ballo al “chiasso” (bordello).
Ai pregiudizi di ordine morale del canonico rispondono le parole di Prospero Lutij di Sulmona, autore di un importante trattato sulla gagliarda (1589), la danza più nota del XVI secolo, nel quale l’autore evidenzia pragmaticamente non solo i vantaggi della danza a supporto della buona salute, ma anche la sua utilità per acquisire forza, agilità e destrezza nelle pratiche della scherma e del cavalcare («lodevole è adunque il ballo, poiché da esso non meno il diletto che l’utile risulta»). A conferma del fatto, il ballo – nelle sue forme virtuosistiche – era all’epoca esercizio squisitamente maschile.
Il Branle de la torche di Thoinot Arbeau (Orchésographie, 1589) e il Ballo del fiore di Fabritio Caroso (Il Ballarino, 1581) furono elaborati sul medesimo tema musicale riportato da Michael Praetorius. Al contesto della corte – dunque a forme di “ballo nobile” – vanno riferite la cascarda Chiara Stella e il balletto Leggiadria d’Amore di Caroso, mentre all’opera di Arbeau ci rimandano i branles, danze popolari francesi in circolo o a catena aperta. Nella volta, danza prediletta di Elisabetta I, il contatto tra i danzatori – come già lamentava Zuccolo da Cologna – diventava intimo, fino alla presa della dama nel salto girato. Nella barriera, come anche nella tipologia della battaglia, il tema della guerra diventa parodia dello scontro amoroso, mentre l’invito alla ‘lieta vita’ in tempo di gagliarda nell’ Alta Mendozza di Cesare Negri esalta la complicità raffinata del gioco di coppia. Dedicato a Filippo III «Re di Spagna et Monarca del Mondo Novo», il trattato Le Gratie d’Amore di Negri (1602) è emblematico del passaggio dallo stile tardo-rinascimentale a quello barocco italiano. L’opera contiene, tra gli altri balli, tre brandi teatrali, rari esempi di coreografie teatrali: tra questi il Brando Alta Regina (qui adattato per sei danzatrici rispetto agli otto esecutori della forma originale) rappresenta il balletto di corte forse più complesso e rappresentativo dello stile italiano che tra il XV e il XVI secolo aveva dettato legge in tutta Europa e che di lì a poco – ormai tramontata la stagione d’oro del Rinascimento – avrebbe ceduto il passo allo stile barocco francese.

Maria Cristina Esposito

 

Programma

Michael Praetorius (1571 - 1621)
Terpsichore, Branle de la torche/Ballo del fiore (1612)

Fabritio Caroso (1527/1535 ? - 1605/1620 ?)
Il Ballarino, Chiara Stella (1581)

Fabritio Caroso
Leggiadria d’amore

Thoinot Arbeau (1519 - 1595)
Orchésographie, Branles des Lavandières et des Pois (1588)

Michael Praetorius
La Volte (1612)

Fabritio Caroso
La Barriera (1581)

Cesare Negri (1535 - 1605)
Le Gratie d’amore, Il Bianco Fiore (1602)

Cesare Negri
Alta Mendozza (1602)

Cesare Negri
Brando Alta Regina (1602)

Testi tratti da:
Zuccolo da Cologna, La pazzia del ballo, 1549
Prospero Lutij da Sulmona, Opera bellissima di gagliarda, 1589
Cesare Negri, Le Gratie d’amore, 1602

 

Maria Cristina Esposito

Laureata in letteratura greca con una tesi sulle figure di danza nella tragedia greca, dopo gli studi di danza classica all’Accademia Nazionale di Danza a Roma si è dedicata alla danza rinascimentale e barocca collaborando con varie Compagnie italiane di danza storica. Nel ’94 ha fondato l’Ensemble di danza antica “Licita Scientia”; dallo stesso anno guida la Scuola di danza antica dell’Associazione “Giostra Cavalleresca di Sulmona”. Dal 1997 al 2006 è stata coordinatrice del Laboratorio di danza del Teatro Marrucino di Chieti-Teatro Lirico d’Abruzzo, per il quale ha curato laboratori di formazione ed ha firmato coreografie di produzioni liriche e di prosa. Ha tenuto interventi presso l’Accademia dei Filodrammatici di Milano, le Università e i Conservatori abruzzesi ed altre istituzioni in Italia e Stati Uniti. Collabora con l’“Accademia degli Imperfetti” (Pescara-Genova) e con la cattedra di clavicembalo del Conservatorio “L. d’Annunzio” di Pescara. Docente di lettere classiche in provincia dell’Aquila, è socia di AIRDanza (Associazione Italiana per la Ricerca sulla Danza - Roma) e membro del Conseil International de la Danse – Unesco (Parigi).

 
Copyright © Barocco Festival 2005-2010 All right reserved