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Venerdì 4 Settembre
San Vito dei Normanni, Chiostro dei Domenicani
ore 21.00

I TESORI BAROCCHI DEL NORD
I concerti e le cantate

Musica di J.S.Bach, U.Vanwassener, G. Ph Teleman, omaggio a L. Leo

Orchestra IL CONCERTO BAROCCO (Olanda)
Direttore: JONATAN TALBOT

Mirjam Schreur mezzosoprano
   
Orchestra  
Jonathan Talbott violino, direttore
Ruth Houtman violino
Laura Bruggen violino
Claire Fahy violino, viola
Inja Botden violoncello
Ofer Frenkel oboe
Norbert Kunst fagotto
Stephen Taylor cembalo
Il Concerto Barocco
I musicisti provengono da paesi diversi ed hanno in comune la grande passione per la musica barocca. Tanti di loro hanno lasciato il loro paese per venire in Olanda e specializzarsi in questo repertorio e hanno deciso di unirsi in un orchestra dove si incontrano regolarmente per produzioni che li vede impegnati in tutt’Europa. Suonano esclusivamente su strumenti d’epoca e si esebiscono in varie formazioni, da 4 a 40 musicisti e spesso coinvolgono anche cantanti e cori.
Nell’epoca barocca i musicisti erano visti come oratori pubblici capaci di attrarre l’attenzione degli ascoltatori nelle piazze e strade. Le note come parole, dovevano essere declamate in modo chiaro e retorico, cosi per trascinare il pubblico a se attraverso una serie lunga di emozioni diverse, variando dalla tristezza alla gioia all’esuberanza totale. L’obiettivo de “Il Concerto Barocco” e di ottenere quest’interazione fra musicisti e pubblico e di fare di ogni concerto un’avventura musicale!
Dalla sua fondazione nel 2002 Il Concerto Barocco e stato invitato regolarmente per tenere concerti, sia in Olanda sia all’estero. Tiene una sua propria serie di concerti di musica da camera nell’est di Olanda. Negli ultimi tre anni sono stati pubblicati vari CD per la casa discografica Aliud tra cui Il Requiem di Johann Schmelzer e ultimamente I Concerto Grossi opus 3 di Haendel.

Mirjam Schreur mezzo soprano
La mezzosoprano Mirjam Schreur ha studiato con Barbara Schlick, Jard van Nes e Roberta Alexander. Nel aprile 2002 ha vinto il primo premio al concorso “Debut” di Merano in Italia. Ha diverse produzioni teatrali all’attivo cantando nelle parti di Euridice nel “Orfeo ed Euridice” di Gluck, di Marcellina nelle “Le Nozze di Figaro” di Mozart al stadtheater di Merano diretto da Richard Sigmund e Thomas Koncz, nella parte di Didone nell’opera “ Didone ed Aeneas” di Purcell nel teatro Bonbonniere di Maastricht. Nell’opera Zuid cantava le parti della beggar-woman e la madre russa nell’opera “ Morte a Venezia” di Benjamin Britten diretta da James Lockhart e Mike Ashman.
Nel genere dell’oratorio Mirjam ha collaborato con Il Combattimento Consort Amsterdam e De Nederlandse Bachvereniging. Nel dicembre 2008 ha cantato per la prima volta al Concertgebouw di Amsterdam nel “Messiah” di G.F. Handel. Nel ottobre 2007 ha tenuto un tournee come solista in Germania e Lussemburgo con il Kreuzchor Dresden ed il Dresdner Philarmonie dirette da Roderich Kreile. Nel repertorio contemporaneo Mirjam ha eseguito tra l’altro la prima esecuzione del “ Cantico Espiritual” di Jo van Booren a Maastricht ed il “ Cantate Domnio” di Werner Jacob a Nuremberga. La prima esecuzione e stata registrata dal canale olandese KRO, la seconda dai tedeschi sulla Bayerische Rundfunk.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Presentazione

Luogo delizioso, una villa di Portici, un golfo, naturalmente il più bello del mondo, e il sipario si alza con una sinfonia in tre movimenti che annuncia i piaceri e i dolori delle storie d’amore. Sono questi gli ingredienti che nel 1739 ritroviamo in Amor vuol sofferenza di Leonardo Leo, opera destinata a diventare uno dei più grandi successi dell’epoca. Con i contrasti tra i temi – ora leggeri e luminosi ora più scuri – con l’indicazione senza cembalo nel Larghetto centrale, usata per creare un effetto teatrale e con la solarità tutta partenopea del terzo movimento, Leo introduce quello spettacolo che segnò la nostra area geografica conosciuto con il nome di opera buffa.
Di tutt’altro carattere le due cantate di Johann Sebastian Bach (1685-1750), che ci immergono nella profonda spiritualità del sommo Cantor lipsiense. In queste opere Bach seppe infatti esprimere la sua fede adamantina con un’intensità senza precedenti, che continua ad affascinare anche il pubblico moderno. Composte nell’arco di 12 anni, le cantate Widerstehe doch der Sünde BWV 54 e Vergnugte Ruh’, beliebte Seelenlust BWV 170 ruotano intorno al concetto di peccato, inteso come angosciosa realtà con cui il fedele deve confrontarsi ogni giorno per raggiungere il Paradiso, agognato punto d’arrivo di una vita condotta all’insegna della rettitudine morale e illuminata da una incrollabile fede, due aspetti dell’esistenza terrena che Bach vedeva indissolubilmente legati tra loro. Questo fatto appare evidente nel combattimento spirituale che caratterizza la cantata Widerstehe doch der Sünde, nel quale la cantante si scontra con gli archi – che per l’occasione impersonano la tentazione – creando una tensione quanto mai coinvolgente. Lo stesso tema viene approfondito nella cantata successiva, nella quale Bach esprime con disarmante sincerità il suo desiderio di lasciare una vita ricca di angosce per raggiungere la pace in unione con il suo Creatore.
Uno degli aspetti più affascinanti del repertorio preromantico consiste nel fatto che la sua straordinaria vastità e il tenace impegno di numerosi ricercatori consente spesso di fare scoperte inaspettate, che in alcuni casi possono portare a riscrivere completamente alcuni capitoli della storia della musica. Uno di questi eventi si è verificato trent’anni fa, quando il compianto musicologo Albert Dunning riuscì a dimostrare al di là di ogni ragionevole dubbio che i Concerti armonici sino ad allora attribuiti a Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736) erano invece opere di Unico Wilhelm van Wassenaer (1692-1766), un importante diplomatico olandese appassionato di musica. L’equivoco ebbe origine nel 1740, quando il violinista italiano Carlo Ricciotti fece pubblicare i Concerti armonici senza specificare esplicitamente il nome dell’autore, in quanto per un nobile dell’epoca era considerato disdicevole dedicarsi alla musica in maniera professionale. Alcuni decenni più tardi, un oscuro compositore polacco di nome Franciszek Lessel attribuì queste opere a Pergolesi, una tesi che è sopravvissuta fino a tre decenni fa quando Dunning ha finalmente ristabilito la realtà storica, restituendo a Cesare quel che è di Cesare.
Il programma è completato da due opere dei più famosi contemporanei di Bach, l’elegante Concerto Grosso op. 3 n. 5 di Georg Friedrich Händel (1685-1759) – nel quale il grande compositore di Halle riutilizzò temi già presentati qualche anno prima per i Chandos Anthems – e l’innovativo Concerto per quattro violini di Georg Philipp Telemann (1681-1767), nel quale il padrino di Carl Philipp Emanuel, secondogenito di Johann Sebastian Bach, dà libero sfogo alla verve dei quattro solisti, per una volta affrancati dalla presenza del basso continuo.

Programma

Leonardo Leo (1694-1744)
Sinfonia da “Amor vuol sofferenza”
allegro di molto, larghetto e grazioso, allegro

Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Cantata BWV 54 “Widerstehe doch der Sünde”
Aria, Recitativo, Aria (Fuga)

George Frideric Handel (1685-1759)
Concerto Grosso Op. 3, nr. 5 in re min
(largo), fuga – allegro, adagio, allegro ma non troppo, allegro

Georg Philip Telemann (1681-1767)
Concerto per 4 violini
grave, allegro, largo e staccato, allegro

Unico Wilem van Wassenaer (1692-1766)
Concerto No1 in Sol (Concerti Armonici, 1740)
grave, allegro, un poco andante, allegro

Johann Sebastian Bach
Cantata BWV 170 “Vergnügte Ruh, Beliebte Seelenlust”
Aria, Recitativo, Aria, Recitativo, Aria


Le foto della serata
 
 
 
 
 
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