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Mercoledì 2 Settembre
Ceglie Messapica, Chiesa Matrice
ore 21.00

NEL NOME DEL PADRE, DEL FIGLIO E DEL PADRINO
la musica a nord

Musica di J.S. Bach, C. Ph. E. Bach, G. Ph. Telemann, omaggio a L. Leo

Ensemble
PARADISO MUSICALE (Svezia)
Direttore: DAN LAURIN

Dan Laurin

flauto dolce
Henrik Frendin viola barocca
Anna Paradiso clavicembalo
Mats Olofsson violoncello barocco
Paradiso Musicale
“Un gruppo nuovissimo composto da musicisti di grande valore, che con virtuosismo e talento fenomenale nello stile barocco si accostano ad un padre, Johan Sebastian Bach, ad un figlio, Carl Philipp Emanuel Bach, ed al di lui padrino Georg Philipp Telemann....” (Sörmlands Musik &Teater, tour 2009).

Nato in Svezia nel 1960, Dan Laurin è riconosciuto come uno dei più grandi virtuosi del flauto dolce e uno dei migliori interpreti di Vivaldi con il suo strumento. Le sue eccezionali qualità didattiche sono inoltre riconosciute in tutto il mondo.
Ha insegnato in diversi conservatori e accademie in Danimarca ed ha occupato per diversi anni la cattedra di Professor in flauto dolce presso la Hochschule di Brema; insegna attualmente presso la Royal Academy of Music di Stoccolma. La sua attività didattica si allarga ai corsi di perfezionamento tenuti regolarmente in Italia, Svezia, Norvegia, Danimarca, Germania, USA, Giappone e Australia. Presso la Carl Nielsen Academy of Music ha sviluppato un progetto didattico sulla musica contemporanea, includendo nello studio materie come tecnica per lo stage, pubbliche relazioni, tecnologia musicale, ginnastica. E´stato inoltre premiato con una borsa di studio dal governo danese per una ricerca sulle proprietà acustiche del flauto dolce. Questa ricerca è stata svolta in collaborazione con ricercatori internazionli della University of New South Wales, Sydney, Australia, e della Royal Academy of Music di Stoccolma.
La sua attività concertistica internazionale lo ha portato a collaborare con noti gruppi ed orchestre, tra i quali i Berliner Philharmoniker, Drottningholm Baroque Ensemble, Bach Collegium Japan, The Lithuanian Chamber Orchestra e., e con interpreti quali Masaaki Suzuki, Hidemi Suzuki, Claudio Abbado, Michala Petri, Gordon Murray, Lars Ulrik Mortensen, Enrico Baiano, Claudio Astronio ecc. Ha effettuato numerose tournées in Giappone, Australia, Stati Uniti, India e si è esibito nelle più importanti capitali europee.
Nessun flautista al mondo ha all’attivo una tale quantità di incisioni ed un repertorio esteso come quello di Dan Laurin. I suoi 30 CD incisi per BIS spaziano dagli inizi del XVII sec. fino a opere contemporanee, molte delle quali composte per Dan Laurin. Tra le realizzazioni discografiche, sono inclusi, tra l’altro, tutti i più importanti concerti per flauto di Vivaldi (incluse Le Quattro Stagioni, trascritte da Dan Laurin per il flauto dolce con l’orchestra polacca “Arte dei suonatori”, acclamate dalla critica internazionale), Telemann, tutte le sonate di Haendel, la prima registrazione mai realizzata dell’opera integrale di Jacob van Eyck, musica italiana del XVII e XVIII sec.
Dan Laurin ha sempre dedicato spazio alla musica contemporanea, collaborando con i compositori svedesi più stimati (Börtz, Österling, Karkoff, Sandström, Björn J.son Lindh, ecc.) e incidendo, sempre per BIS, vari concerti per flauto e orchestra, opere per trio di flauti e flauto solo. Molte di queste opere sono a lui dedicate . Ha inoltre inciso un CD di musica giapponese contemporanea.
Dan ha ricevuto, tra gli altri riconoscimenti, un Grammy Award e un premio dell’Associazione dei compositori svedesi per la sua interpretazione di musica contemporanea; è stato inoltre insignito dal re di Svezia della medaglia “Litteris et Artibus”. Fa parte dell’Accademia Reale Svedese di Musica ed è spesso invitato ad esibirsi in concerti e a partecipare ad attività ed eventi che coinvolgono la Casa Reale. Al momento, sta lavorando ad una tesi di dottorato che concerne i processi di interpretazione del musicista.

Il violista svedese HENRIK FRENDIN è conosciuto come uno dei più versatili e innovativi strumentisti ad arco nel panorama musicale svedese. Si esibisce molto spesso come solista e ha suonato nella maggior parte d’Europa, in Asia e nel nord e sud America, nonché nei congressi internazionali di viola di Wellington (Nuova Zelanda), Kronberg (Germania) e Montreal (Canada). Ha tenuto master classes, tra le altre, presso la ”Guildhall School of Music” a Londra, la ”University of Californa” a Santa Barbara e la ”Hochschule für Musik” a Leipzig. Frendin è attualmente il direttore del dipartimento di strumenti ad arco del “Royal College of music” di Stoccolma.

La giovane cembalista ANNA PARADISO LAURIN si è diplomata in pianoforte con la lode e con i massimi voti in clavicembalo presso il conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. Ha continuato i suoi studi di clavicembalo a Vienna con Gordon Murray. Anna ha vinto premi e concorsi internazionali e svolge un’intensa attività concertistica sia in Svezia che all’estero, al piano e al cembalo. Nel 2001 è stata premiata dall’Accademia di musica antica “Antiqua BZ”, Bolzano, con un tour di concerti nel festival di Brezice, Slovenia. Di recente si è esibita per la regina di Svezia. E’ impegnata nell’incisione di due CD di musica del ‘900 e barocca per la prestigiosa BIS. Con una laurea con lode in lettere e un dottorato in filologia classica, Anna ha insegnato latino all’Università di Oxford e nell’università svedese.

Il violoncellista svedese MATS OLOFSSON è considerato uno dei migliori interpreti svedesi di musica da camera della sua generazione. Accostandosi ad una grande varietà di stili, Olofsson si è esibito in tutto il mondo con diverse formazioni. Di recente, è stato in tour negli USA, in Canada, Giappone e Romania. Ha collaborato con i più importanti musicisti di jazz e folk scandinavi così come, nell’ambito della musica antica, con P. Carrai, L.-U. Morthensen, R. Lester, ecc. Questo lavoro ha dato luogo a numerosi tour e circa 20 CD. Mats Olofsson è violoncellista principale della “Gefle Symphony Orchestra” e suona solitamente uno strumento di J.A Gagliano, Napoli 1773.

 
Presentazione

Georg Philipp Telemann: Sonate a tre
Nel corso della sua lunga e brillante carriera, Telemann dedicò sempre una grande attenzione al flauto dolce. Nella Sonata a tre in fa maggiore si può notare la raffinata combinazione dello stile italiano con quello tedesco tipica del Telemann più maturo, nella quale un ricco materiale melodico si intreccia con un vigoroso contrappunto. Il primo movimento trabocca di energia e di joie de vivre e consiste in un memorabile duello tra il flauto dolce nel suo registro più brillante e una viola piena di virtuosismi nel registro grave. Il secondo movimento costituisce il tipico esempio di come Telemann sappia bilanciare gli opposti, con la gioia appena provata che lascia spazio a un paesaggio di tristezza. Il Fugato è una giocosa battaglia non solo tra il flauto e la viola ma anche tra i due solisti "alleati" contro il basso continuo. Nel 1704 il compositore fu assunto alla corte del conte Erdmann von Promniz, con il quale si trasferì nell'Alta Slesia, dove venne in contatto con la musica popolare polacca, dalla quale fu enormemente colpito. Telemann inglobò questa "bellezza barbara" – sono le sue parole – nei suoi concerti e trii, che "rivestì di abiti italiani con l'alternanza di Adagi e Allegri". La Sonata a tre in sol minore è un tipico esempio di come la musica popolare possa essere inserita in un sistema rigoroso di norme. In questa composizione, il flauto dolce ha un ruolo predominante rispetto alla viola, il cui suono avvolgente la rende innocente e piacevole rispetto agli attacchi selvaggi del flauto. L'influsso della musica popolare emerge nel secondo movimento, che sembra richiamare un tango rapido. Il quarto movimento, Allegro, è una deliziosa combinazione di parti solistiche all'italiana e "tutti" alla polacca. Il primo movimento della Sonata a tre in re minore presenta una forma a canone, con i due solisti che si rincorrono. Nel Vivace, ritroviamo ancora l’utilizzo di temi popolari polacchi, mentre l’Adagio si richiama a Corelli. L’ultimo movimento è una gavotta, con un gioioso tamburin finale.

Carl Philipp Emanuel Bach: Sonata in sol minore per viola e clavicembalo obbligato
Considerato il fondatore dello stile classico, il figlio più famoso di Johann Sebastian Bach, Carl Philipp Emanuel, elaborò uno stile di grande soggettività dei sentimenti. La Sonata per viola e clavicembalo obbligato costituisce un tipico esempio della teatralità drammatica di Carl Philipp e della sua capacità di suscitare le emozioni più diverse, spaziando dall’atmosfera sostenuta – interrotta però da sospiri e indugi – del primo movimento, alla profonda malinconia del secondo, all’energia traboccante dell’ultimo.

J. S. Bach: Sonata in si minore per flauto e clavicembalo obbligato
L'origine di questa composizione, una delle più belle di Bach, è tuttora avvolta nel mistero, al punto che non si sa nemmeno per quali strumenti sia stata composta. Secondo alcuni studi recenti, questa sonata potrebbe essere stata destinata sin dal principio al flauto dolce (e non al traverso), con il clavicembalo obbligato. In quanto maestro di cappella della Chiesa di San Tommaso di Lipsia, Bach era tenuto a impartire lezioni di latino e retorica. Egli conosceva profondamente l'Institutio Horatoria di Quintiliano e aderiva a quella corrente così diffusa alla sua epoca secondo cui, per commuovere il pubblico, una composizione musicale doveva sottostare alle medesime regole di una orazione. È nostra opinione che questa sonata si inserisca in questa tradizione. Il primo movimento si apre con un exordium, a cui seguono la narratio, ossia "l'esposizione dei fatti" che, in musica, consiste nella presentazione del tema principale, e quindi l'argumentatio. Questa sezione comprende la refutatio, con la quale l’oratore difende la propria causa dalle accuse e dai dubbi. Per Bach, questo momento si traduce nella presentazione di nuovo materiale tematico che contrasta con quello iniziale e che lo pone “in dubbio”. La crisi si insinua nel discorso a tal punto da condurre la sonata sull’orlo del collasso. Il flauto e il clavicembalo restano sospesi su un lungo trillo … che infine porta alla peroratio, “l’avvio a conclusione della discolpa”, in cui sono ripresi tutti gli elementi del tema iniziale con gravità, come un avvocato ricapitola in chiusura tutti i fatti trattati. Nel Largo e dolce l’atmosfera si distende in un canto idilliaco del flauto, sebbene in sottofondo resti un senso di irrequietezza dovuto ad accordi spezzati carichi di tensione. La fuga del Finale e il tempo veloce che ne segue ristabiliscono un clima ancor più nervoso e teso, con un ritmo incessante che ci piace interpretare come una danza che ha luogo solo nella mente.

Anna Paradiso e Dan Laurin

Programma

George Philipp Telemann (1681 - 1767)
Sonata a tre in fa maggiore per flauto dolce, viola e bc
vivace, mesto, allegro

Carl Philipp Emanuel Bach (1714 - 1788)
Sonata in sol minore per viola e clavicembalo
allegro moderato, larghetto, allegro assai

George Philipp Telemann
Sonata a tre in sol minore per flauto dolce, viola e bc
soave ma non adagio, vivace, largo, allegro

Johan Sebastian Bach (1685 - 1750)
Sonata in si minore per flauto e clavicembalo obbligato
allegro, adagio, allegro

Leonardo Leo (1694 - 1744)
Una scelta da Solfeggi per voce e bc
(ed. critica Giorgio Pacchioni, Andrea Bornstein, pubblicata su
www. flauto-dolce.com)

George Philipp Telemann
Sonata a tre in re minore per flauto dolce, viola e bc
andante, vivace, adagio, allegro

 


iniziativa finanziata con i fondi UE

REGIONE PUGLIA


Città Aperte 2009

Le foto della serata
 
 

 

 
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